giovedì 29 settembre 2011

Fermate gli sfratti e gli sgomberi! 3 OTTOBRE 2011 Tutti al consiglio comunale


DOPO LE MINACCE LE INTIMIDAZIONI E LO SGOMBERO DI MARTEDI MATTINA CHE HA INTERROTTO IL BLOCCO DEGLI SFRATTI TORNIAMO AL COMUNE!!! SE IL VENTO E' CAMBIATO ALLORA SUBITO BLOCCO DEGLI SFRATTI E SANATORIA!
>>>>>LUNEDI 3 TUTTI AL COMUNE!<<<<<
DALLE 17 FACCIANO SENTIRE LA VOCE DEI QUARTIERI POPOLARI!!!

Fermate gli sfratti e gli sgomberi! Sanatoria anticrisi! 3 OTTOBRE 2011 Tutti al consiglio

LA LOTTA PER LA CASA NON SI FERMA! ACCOGLIENZA, SOLIDARIETA’ E DIRITTI NON SIANO SOLTANTO UNO SLOGAN!


Il 20 giugno 2011 durante il primo consiglio comunale della giunta Pisapia i comitati per il diritto alla casa hanno posto due urgenze in particolare per orientare le politiche sulla casa in termini sociali:

- il blocco immediato di sgomberi e sfratti verso una politica abitativa che abbia anzitutto come obiettivi una sanatoria di tutti gli occupanti per necessità e l’assegnazione delle case sfitte.

- un inversione di marcia rispetto alla gestione pidiellina della città e delle politiche di Aler: ovvero vent’anni in cui abbiamo visto distruggere ogni diritto persguire solamente gli interessi economici di una cricca di affaristi.

Quel giorno, abbiamo ottenuto il blocco degli sgomberi, ma quello che è accaduto nei quartieri popolari racconta una realtà diversa o quantomeno ambigua: da giugno a oggi sono numerosi i casi in cui gli ispettori Aler hanno bussato alle porte degli occupanti per necessità, intimidendo con minacce gli abitanti, convincendoli a rilasciare le chiavi, intimando di firmare il rilascio “spontaneo” delle case, sfrattando morosi, sgomberando in flagranza famiglie che avevano occupato in evidente stato di necessità. Ieri a San Siro, in via Maratta 3, c’è stato lo sgombero di una famiglia occupante per necessità da 5 anni di un alloggio Aler.

Sappiamo che i vertici Aler ancora siedono personaggi come Ippolito, Zaffra, Osnato, che ancora esista il Gruppo Tutela del Patrimonio, sebbene coinvolto in indagini per truffe d’asta e corruzione. Quello che pretendiamo sapere è che gioco fa il Comune: se la giunta intende davvero trasformare Milano nella città dell’ accoglienza, se ancora il sindaco è convinto che gli inquilini senza titolo siano “occupanti per legittima difesa” allora è necessario cambiare rotta sulle politiche abitative e praticando da subito un alternativa concreta alla gestione pidiellina.

Per questo oggi, alla luce dell’effettivo sgombero di una famiglia alla quale non è stata nemmeno offerta una soluzione temporanea alternativa come la comunità, ci chiediamo se il vento è cambiato davvero, se alla volontà di interloquire con gli abitanti conseguono dei fatti reali nel tentativo di invertire la rotta sulla gestione dell’emergenza abitativa, visti i tempi di dura crisi, la precarietà diffusa, le situazioni frequentissime di irregolarità nei contratti per problemi burocratici da attribuire ad Aler, la mala gestione pidiellina del patrimonio di edilzia pubblica negli ultimi vent’anni, la povertà che comincia a dilagare.

In modo pubblico, abbiamo presentato quattro domande alla Castellano, alla quale chiediamo di rispondere in modo altrettanto pubblico.



Lunedì 3 ottobre | ore 16.30 | presidio a Palazzo Marino

LA CASA E’ UN DIRITTO! BLOCCO DEGLI SGOMBERI! SANATORIA ANTICRISI!



_________________________________________________

QUATTRO DOMANDE ALL’ASSESSORA

_________________________________________________



1. Nonostante il Comune di MIlano si sia impegnato a bloccare gli sfratti, in questi giorni sono ugualmente stati eseguiti interventi di questo tipo. Qual’è stato il ruolo del Comune e chi ha deciso di effettuare questi sgomberi?

2. La gestione delle case popolari è affidata ad ALER, i cui vertici sono indagati per tangenti sugli appalti e che hanno dimostrato di essere più interessati a speculazioni e affari che alla gestione di una risorsa ancora più determinante in tempi di crisi. Che ruolo ha il Comune all’interno di Aler? Quali iniziative verranno intraprese per modificarne i vertici e per segnare una discontinuità da parte di questa amministrazione con quelle precedenti?

3. Concretamente, quali iniziative il Comune di Milano ha intenzione di adottare affinchè l’impegno relativo al blocco degli sfratti, che chiediamo venga ribadito anche in questa sede, venga rispettato?

4. Quali sono i costi sostenuti dal Comune per uno sfratto e per la conseguente gestione dell’emergenza da parte dei servizi sociali?

0 commenti:

Posta un commento