martedì 15 febbraio 2011

Tre famiglie sgomberate ottengono la comunità dopo occupazione sede Aler

CHI LOTTA PUO' PERDERE - CHI NON LOTTA HA GIA PERSO

Venerdì scorso, con la scusa di un'operazione antiracket, la polizia ha sgomberato in forze dieci famiglie in zona Niguarda. Solo una risulta però essere coinvolta nel giro di racket delle case popolari, mentre le altre nove erano semplicemente abusive e occupanti, alcune delle quali migranti con figli minorenni anche molto piccoli. Dopo un paio di notti passate nei dormitori, con il nucleo famigliare diviso, e le giornate in strada, queste famiglie non avevano ancora ottenuto nessuna soluzione, anche temporanea.

Questa mattina le famiglie insieme al Comitato Abusivi Niguarda hanno prima bussato, senza successo, ai servizi sociali, e poi deciso di occupare la sede centrale dell'Aler in v.le Romagna finchè non avessero trovato una soluzione abitativa adatta alla situazione. Dopo alcune ore di presidio e occupazione degli uffici, tre delle famiglie hanno così ottenuto una sistemazione, seppur temporanea, in comunità di accoglienza, senza che venisse diviso il nucleo famigliare e con la possibilità di dormire in un posto caldo dove poter trascorrere anche le ore diurne.

Rimane ora da sistemare il resto degli sgomberati, e i comitati sono determinati a tornare alla sede Aler finchè tutte le persone abbandonate in strada a se stesse non avranno trovato una soluzione. Rimane il dato che questi sgomberi sono stati effettuati con la scusa della lotta al racket, che in realtà non è mai stata supportata e anzi spesso osteggiata dal Comune, basti pensare a come è stata trattata l'associazione Racket e Usura, che abbandonata dalle istituzioni ha dovuto cedere alle minacce dei clan e chiudere i battenti.

-FOTO DELL'OCCUPAZIONE DELLA SEDE DELL'ALER


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