martedì 15 febbraio 2011

di Comitato abitanti di san siro

Da un mese a questa parte la questione affittopoli è tornata alla ribalta. Dopo la prima affittopoli (Comune e Pat) del 1992 che portò a tangentopoli, di nuovo nel 2007 fecero scandalo le liste pubblicate dal comune sulle quali comparivano centinaia di case e spazi di sua proprietà affittate a prezzi stracciati alla solita cricca di amici. Il comune non esitò a dichiarare che entro poco tempo avrebbe fatto chiarezza...

Gennaio 2011: il comune, come promesso dopo pochi anni, ha pubblicato come nel 2007 oltre 700 indirizzi con relativi canoni. Dentro c’è di tutto: dall’appartamento di 90 metri quadrati con vista Duomo a 365 euro al mese fino ai negozi in Galleria, dalle tante sedi di associazioni in pieno centro (Lega nord per 20mila euro ha a disposizione il Casello di piazza XXIV Maggio, l’Udc può stare in 145 metri quadrati per 2000 euro al mese), ai terreni, ad affitti imbarazzanti. Tutto, ma non i nominativi degli intestatari.

Questione di privacy afferma il comune, e poi ”non sono alloggi popolari, ma Demanio: serbatoio di indirizzi anche prestigiosi. Rispetto a tre anni fa, l’elenco pubblicato è ridotto. Tra i motivi principali, i due piani di vendita dei propri “gioielli” che Palazzo Marino ha lanciato per fare cassa”. E poi, la decisione di non mettere nell’elenco gli immobili concessi dai singoli assessorati. Un patrimonio che dovrebbe garantire al comune di Milano una bella somma da poter investire nei servizi e che invece e dimezzato nonostante le necessità in una metropoli con i servizi pubblici tra i più scadenti al mondo.

Così, per un’abitazione da 130 metri in Galleria Vittorio Emanuele si pagano 992 euro al mese; per un mini appartamento in via Foscolo, 151; 76 metri in via Dogana “valgono” 207 euro al mese. E per 96 metri in Ripa di Porta Ticinese si pagano 1.325 euro all’anno, non al mese. Ma lo scandalo non finisce qua ma si allarga ad altre situazioni in cui la Cricca che ormai governa sia politicalmente che economicamente da più di 20 anni la città è ben inserita.

E nello scandalo affittopoli non puo' mancare il Pat, ovvero l'ospizio Pio Albergo Trivulzio. Tutto riparte con il bando pubblico con cui vengono assegnate le case dell'ente. L’ultimo nel 2010 è rimasto aperto per 35 giorni, dal 14 maggio al 18 giugno: nove pagine, allegati compresi, per affidare 46 appartamenti in 20 palazzi, dalla centralissima via Santa Marta alla periferica via Paolo Bassi. Oltre all’elenco delle case disponibili con relativi prezzi di affitto a “canone libero” (circa il 75 per cento del valore di mercato), il bando indica in nove punti i requisiti per potere partecipare. Ma altrettanti sono gli aspetti oscuri, che sarebbero fondamentali per conoscere il meccanismo di assegnazione ma che il Pio Albergo Trivulzio non ha chiarito. A partire da tutti i criteri con cui vengono assegnate le case. Link all'articolo. Ovviamente, anche la cricca Moratti Pdl e Berlusconi non si è lasciata scappare l'occasione di partecipare al giro. Infatti Presidente, consiglieri e manager sono tutti amici loro...

Meno male che qualcuno ha pensato a promuovere, sul sito della Baggina, un'Operazione Trasparenza. Peccato però che la sezione “delibere consiliari” si apra e chiuda con la frase: «In relazione a quanto disposto dall’art... si pubblicano le delibere del consiglio d’amministrazione». Di delibere, però, neanche l’ombra. Eppure di decisioni da prendere, il consiglio di amministrazione della più grande azienda di servizi alla persona in Italia ne ha, e tante. Deve deliberare sull’organizzazione di strutture sociosanitarie di degenza per anziani da 3mila ricoveri l’anno, su un campus universitario nuovo di zecca... e soprattutto, gestire un patrimonio immobiliare — oltre 1.400 appartamenti, terreni agricoli e cascine — che sul mercato vale più di 400 milioni ma che, per colpa di una gestione quantomeno distratta, come è anche per il Comune o il Policlinico, rende poco più di 7 milioni l’anno di affitti spesso vantaggiosissimi.

Ma anche dopo gli eclatanti disvelamenti, la commistione politica sanità ha sempre avuto un ruolo cruciale, nelle nomine del Pat. Tutto si fa con i bilancini di correnti e gradimenti, dalle nomine del cda — feudo di Comune e Regione, quattro nomi contro tre — a quelle di dirigenti e direttori di settore. Berlusconiani di ferro, alla Baggina, come vent’anni fa si era craxiani di ferro. E del resto qui il premier ha lasciato solo due anni fa una bella donazione da 500mila euro! All’inaugurazione il presidente Emilio Trabucchi si emozionava: "Abbiamo dedicato alla signora Berlusconi il più bello dei nostri reparti".

Il 71enne Trabucchi è presidente del cda dal 2004. Prima forzista poi pidiellino, vicinissimo al ras della sanità lombarda ora in ribasso Giancarlo Abelli, non inviso al sindaco Moratti (anche, ovviamente, per l’amicizia col premier), è ancora professore ordinario alla Statale (grazie a un ricorso vinto al Tar contro il suo pensionamento) e direttore di dipartimento al Sacco. Curricula pieni anche per gli altri membri del cda e incroci eccellenti: la vicepresidente Zanconato, quota Pirellone, siede anche nel comitato “Amici di San Patrignano”, dove il sindaco Moratti è di casa. E, a proposito di casa, è anche nel consiglio direttivo dell’associazione “Casa di Letizia Moratti”. Il direttore generale Fabio Nitti, per non sbagliarsi, è anche consigliere provinciale del Pdl, mentre uno dei consiglieri, Marco Antonio Giacomoni, è stato nominato su proposta della Lega.

Ma è degli ultimi giorni il nuovo capitolo nella Affittopoli milanese. Comune, Policlinico, Pio Albergo Trivulzio: tre enti, migliaia di proprietà immobiliari in città e in provincia, un patrimonio poderoso di 3.700 tra case, negozi e locali in uso ad associazioni che, nonostante le promesse cicliche e i ciclici scandali, resta gestito, nella migliore delle ipotesi, con una buona quota di negligenza.

- I rappresentanti del Pio Albergo Trivulzio non hanno chiarito i criteri con cui affittano le case dell’ente, e intanto hanno detto che a decidere tutto sono tre alti dirigenti e il Trivulzio.

- Sulla questione delle assegnazioni Fabio Nitti, direttore generale del Trivulzio chiamato a relazionare sui criteri di assegnazione dei 1.400 appartamenti dell’ente, è stata: «Diamo le case a chi ha più soldi».

- Sulla questione è intervenuto anche Marco Osnato, consigliere comunale, legato alle aree più estreme della destra milanese nonchè dirigente dell'area gestionale dell'Aler che si occupa degli sfratti, provando a lavare le mani sporche del Comune: “Ci sono leggi sulla trasparenza e l’importante è che quelle leggi siano rispettate. La verifica non spetta a noi”.

Quindi, stando a quello che sostengono i diretti interessati, ogni appartamento non andrebbe in affitto a chi ne ha più bisogno o a chi è disposto a pagare di più, ma al candidato con un reddito maggiore. E nel frattempo le commissioni vanno avanti a porte chiuse, forse per il timore che i nomi che potrebbero essere forniti potrebbero scatenare l'ira dei tanti che vivono in continuo stato di precarietà, non ultima quella abitativa. In sostanza, la questione sta andando avanti da parecchi giorni con una falsa guerra tra le varie cricche che si gestiscono questi patrimoni tutti in casa pdl-cl.

GLI ABITANTI DELLE CASE POPOLARI, I PIU' DI 20000 CITTADINI IN ATTESA DELLA CASA E TUTTI COLORO CHE SONO IN UNO STATO DI PRECARIETA' CONTINUO DAL LAVORO ALLA CASA SONO STUFI DI STARE A GUARDARE UNA CRICCA CHE CI RUBA TUTTO E SPECULA SULLE NOSTRE VITE!!!


Qualche info sul PAT:

  • Il suo patrimonio immobiliare, frutto di lasciti e donazioni secolari a favore dei bisognosi, è al centro di uno scandalo che porta dritti a casa di onorevoli, (ex) segretari di partito, uomini legati alle istituzioni con incarichi in Comune e Regione, parenti del potente di turno.

    Ma come funziona l'assegnazione delle case

    • Sono assegnati con un bando pubblico a chi tra i candidati a pari requisiti ha il reddito più alto, eppure si tratta di immobili di un ente di diritto pubblico, nato con lo scopo di aiutare i poveri. Esistono dunque dei requisiti per accedere al bando, ma non è dato sapere poi con quali criteri vengono assegnati gli alloggi. La decisione finale infatti è lasciata all'arbitrio di un comitato ristretto. Per fare un po' di luce su questa vicenda intricata, basta guardare chi prende la decisione finale sui contratti da stipulare:

    direttore generale: Fabio Nitti, in quota Pdl: dal 1999 è Consigliere della Provincia di Milano e dal 2000 è Direttore Generale della Fondazione Stelline di Milano. Dal 2006 è Presidente della zona 7 mentre dal dicembre 2009 è membro del del Consiglio Generale e del Consiglio Esecutivo della Fondazione Fiera Milano.

    direttore del Dipartimento tecnico: Alessandro Lombardo, vicino all'ex An

    presidente del Trivulzio, il chirurgo Emilio Trabucchi (Pdl).

    E se ai più timorosi può sembrare una coincidenza, vedere da chi è composto il CdA del PAT toglie ogni dubbio:Tre amministratori dalla Giunta Regionale Lombarda su proposta dell'Assessore competente per materia e quattro amministratori dal Comune di Milano...

    Sfrattiamo comune e cricche varie case subito per chi ha bisogno!!

    Ecco i primi nomi

    Affitopoli, la sfida del Trivulzio, "Gli inquilini resteranno segreti".

    Il comune chiede spiegazioni, peccato che sono dentro fino al collo!!

    Case del Pio Albergo Trivulzio affitti "scontati"a politici e amici

    Mancava Berlusconi?? eccolo:

    Trivulzio, l'ospizio dei berluscones,dove bilanci e patrimoi sono segreti.

    Loteria delle assegnazioni nel buio

    Trivulzio, la lotteria dei bandi al buio senza alcun criterio di assegnazione.

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